Un tempo portare i pantaloni e, in generale, i vestiti stracciati era considerato universalmente un evidente simbolo di povertà, di chi non aveva né la possibilità né il tempo per potersi permettere di meglio.

Trascorsi gli impetuosi e ribelli anni ‘70 con gli hippies, e poi ancora in seguito con l’avvento delle mode di strada, punk, metallari e rokers, il fascino degli strappi sui jeans, gli orli stracciati e filanti cominciano piano piano a conquistare anche le più quotate passerelle di moda.
Sarà negli anni ‘90, con l’avvento del grunge, che anche nelle più eleganti boutique faranno la loro apparizione i vecchi jeans sdruciti e consumati dall’uso, da accostare a splendide bluse o magliette attillate.
Se un tempo erano simbolo di trasgressione e di irrisione dell’eleganza e del bon ton, sfacciatamente ostentati ed anche un po’ provocanti, strappi e toppe oggi rappresentano uno dei trend più tradizionali e comuni, ed indossare un capo che presenta evidenti segni di usura e lacerazioni non scatena più alcuna reazione scomposta.
Tra i teenagers, un bel paio di jeans sdruciti ad arte possono conquistare l’ammirazione dei coetanei ma non certo il cuore delle nonne con cui facilmente si arriva al litigio per via di quegli strappi troppo stravaganti per la loro sensibilità. Se poi gli si spiega che si è spesa una fortuna per acquistarli, la loro incomprensione sarà totale.
Ci sono alcuni momenti in cui è più facile portare un paio di jeans con profonde aperture sulle ginocchia, sulle cosce o sui glutei, per esempio durante una serata passata in discoteca, oppure nella vita di tutti i giorni, in ufficio, a scuola, mentre alcuni ritengono che non siano in ogni caso presentabili, anche se firmati dal più eccentrico ed elegante stilista del momento, ad un pranzo d’affari o ad una cena galante.

Anche il clima ha la sua importanza: mostrare la pelle ambrata e liscia di bel paio di gambe tornite ed abbronzate attraverso candidi strappi in estate, sul lungomare, all’ora dell’aperitivo, è sicuramente più elegante, e praticabile, che indossarli in una mattinata d’autunno ed inverno, quando la pelle arrossata o pallida, ed intirizzita dal freddo non fa certo bella mostra di se.
Accanto agli ormai consueti jeans tutti buchi e strappi di Roberto Cavalli, quest’anno anche l’estroverso Martin Margiela ha presentato diversi capi ricchi di fori e strappi, al punto che quasi sparisce la stoffa, presentati sia nel classico denim che nella versione black. Anche altri case di moda hanno dato il loro contributo, senza però gli estremismi di Margiela, tra questi Urban Collection, che accosta qualche strappo a decorazioni stile “Old Mex”, Rick Owens e Current Elliot, che li commercia in due versioni, a vita bassa e zampa di elefante oppure stretti ma non aderenti e corti al polpaccio con il risvolto, un po’ anni ‘60.

NID - Nuovo Istituto di Design








Gio, 02/07/2009 - 13:07
Ciclicamente la moda dei Jeans strappati torna. Ricordo un paio di boom nei primi anni 90 e a metà anni 80, con Scialpi all'epoca al top del suo successo! casino online italiani